Movimenti rapidi, nasi incollati al terreno e un’attenzione costante a ogni più piccolo segnale. È il rituale silenzioso e affascinante dei cani da tartufo, protagonisti del tradizionale meeting annuale che anche quest’anno ha richiamato a Sant’Angelo in Vado tartufai e appassionati da tutta Italia.
Qui, in una delle capitali marchigiane del tartufo bianco pregiato, è stata presentata una novità destinata a far parlare il settore: la nascita della nuova razza “Montefeltro”, selezionata tra Marche e Toscana e pensata appositamente per la cerca del prezioso tubero.
Non tutti i cani, infatti, possiedono le doti necessarie per affrontare questa attività delicata e impegnativa. Serve un fiuto straordinario, ma anche struttura fisica, equilibrio e capacità di muoversi con precisione nel sottobosco. La razza Montefeltro, spiegano gli esperti, si distingue per la tipologia “musona” e per le zampe robuste e potenti, fondamentali per scavare con efficacia senza danneggiare il tartufo nascosto nel terreno.
Durante l’incontro, i cani hanno dato prova delle loro abilità, muovendosi con sicurezza tra prati e boschi, sotto lo sguardo attento dei conduttori. Le aspettative sono alte: “Promettono non bene, ma molto di più”, commentano i tartufai, convinti che questa nuova razza possa rappresentare un punto di svolta nella cerca.
Il meeting di Sant’Angelo in Vado si conferma così un appuntamento centrale per il mondo del tartufo, non solo come momento di confronto tra operatori del settore, ma anche come vetrina di innovazione e tradizione. Un legame profondo con il territorio che continua a rinnovarsi, affidando ancora una volta al fiuto dei cani il compito di scovare uno dei tesori più preziosi della terra.

