Ferrara di Monte Baldo, nuove opportunità per i boschi grazie al tartufo

Dopo il riconoscimento del Bosco del Cor come Forest Bathing Center, ovvero area qualificata per ospitare attività di forest therapy, per i boschi di Ferrara di Monte Baldo si aprono ora nuove prospettive legate alla certificazione e alla valorizzazione ambientale. A favorire questo percorso è il recente protocollo d’intesa sottoscritto a Roma tra l’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct) e il Pefc, uno dei principali sistemi di certificazione forestale a livello mondiale.

L’accordo, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, punta a rafforzare la gestione sostenibile delle aree boschive e riconosce il tartufo come importante bioindicatore della salute dei boschi. Un elemento che assume particolare rilevanza per Ferrara di Monte Baldo, territorio dove la presenza del prezioso fungo rappresenta da sempre una risorsa economica, gastronomica e turistica, oltre che un indicatore della qualità ambientale.

«Il protocollo riconosce il valore del tartufo come bioindicatore della salubrità forestale, sottolineando l’importanza di una gestione sostenibile dei boschi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità», spiega Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Grazie all’intesa, i Comuni aderenti all’associazione, tra cui Ferrara di Monte Baldo, potranno avviare collaborazioni dirette con il Pefc per ottenere certificazioni e sviluppare progetti dedicati alla tutela del patrimonio forestale.

Per il sindaco Carla Giacomazzi si tratta di una conferma del percorso intrapreso negli ultimi anni. «Ferrara di Monte Baldo è stato il primo Comune del Veneto ad aderire all’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Una scelta compiuta non solo per promuovere una risorsa economica e turistica, ma soprattutto per valorizzare e proteggere un patrimonio forestale unico come quello del Monte Baldo», sottolinea.

La presenza del tartufo, evidenzia il primo cittadino, rappresenta infatti un segnale concreto della qualità ambientale del territorio. «Quando abbiamo aderito all’associazione eravamo convinti che il tartufo fosse un elemento identitario del nostro territorio e, allo stesso tempo, un indicatore della salute dell’ambiente. Oggi questo principio trova un riconoscimento nazionale attraverso un accordo che rafforza ulteriormente il percorso avviato».

L’intesa tra Anct e Pefc mira a diffondere strumenti e modelli di gestione forestale sostenibile conformi agli standard europei, promuovendo pratiche capaci di tutelare gli ecosistemi tartufigeni e garantire una corretta conservazione delle aree boschive. Un obiettivo che si inserisce pienamente nelle politiche ambientali dell’amministrazione comunale e che conferma come la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche possa trasformarsi in una concreta opportunità di sviluppo locale.

Anche il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, Michele Boscagli, evidenzia l’importanza strategica dell’accordo. «Aiuterà i nostri soci a promuovere una gestione sostenibile delle aree tartufigene, sempre più necessaria di fronte agli effetti del cambiamento climatico e al progressivo abbandono della manutenzione delle aree a produzione spontanea, fenomeni che stanno incidendo sulla produzione di tartufo».

Nei prossimi mesi l’accordo entrerà nella fase operativa coinvolgendo i 92 enti pubblici aderenti all’associazione, tra cui Regioni, Parchi e Comuni. Ferrara di Monte Baldo potrà così beneficiare di nuove opportunità di valorizzazione e tutela del proprio patrimonio boschivo, consolidando il ruolo del tartufo come simbolo di biodiversità e sviluppo sostenibile.

«I Comuni possono lavorare per migliorare la fruibilità dei boschi e dei prodotti non legnosi, di cui il tartufo è il principale rappresentante», conclude Marco Bussone, presidente del Pefc.

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